TORINO 26

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Historias extraordinarias" di Mariano Llinás (La Zona) (di Aldo Spiniello, del 04/12/2008)

Un narratore onnisciente, che per 252 minuti mantiene da solo le fila del suo ‘romanzo’, dando il suo ordine alle cose e negando ai personaggi la parola, il dialogo e il punto di vista. Eppure, raccontate, le vite si svelano un continuo e miracoloso evento. Ogni uomo rincorre la propria avventura extraordinaria, la sua esistenza eccezionale, difforme da un impossibile baricentro di normalità

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "New Orleans Mon Amour", di Michael Almereyda (Fuori Concorso) (di Sergio Sozzo, del 03/12/2008)

Almereyda pare aver scambiato l'autarchia a basso budget dei canoni della messinscena indipendente per una scarnificazione che riduce New Orleans ad un pittoresco locale di abat-jours e candele dove una big band capeggiata da un nero in zoot suit scarlatta suona dell'afro jazz, e che per il resto riprende le strade e le case e i resti e le persone della città con sguardo inerme – lo stesso che hanno i due protagonisti della storia, personaggi di assoluta antipatia di cui la città sembra disinteressarsi subito, ai loro spasmi, ai loro eccessi di violenza, alle loro fobie e urla.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "The Edge of Love", di John Maybury (Fuori concorso) (di Marco Mastino, del 03/12/2008)

Maybury usa il suo abile occhio per dare una superficie cromatica e suggestiva ad un dramma d'amore dal sapore stantio. Spostando il punto di arrivo dal mero ritratto biografico del poeta Dylan Thomas, alla storia di un'amicizia femminile, The Edge of Love si appoggia nella sua seconda parte al  solo carisma delle due protagoniste.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Mein freund aus Faro", di Nana Nuel (Concorso) (di Valentina Gentile, del 03/12/2008)

Delicato e per molti versi lodevole racconto di un'identità sessuale difficile, il film di Nana Nuel non riesce però ad avere una sua identità, risultando quasi una sorta di remake ottimista di Boys don't cry

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Les Sept jours", di Ronit e Shlomi Elkabetz (Fuori concorso) (di Giuseppe Gariazzo, del 02/12/2008)

I due cineasti, al loro secondo film, confermano uno sguardo rigoroso nel mettere in campo i conflitti, le contraddizioni, le derive della società israeliana contemporanea, raccontandole, quelle lacerazioni profonde con le quali prima o poi venire a contatto, dall’interno di relazioni di coppia e familiari

TORINO FILM FESTIVAL 26 - VIDEO: La Riscoperta del Linguaggio - incontro con Jia Zhang-Ke (di Sergio Sozzo, del 02/12/2008)

Il regista cinese Leone d'Oro per Still Life presenta al Circolo dei Lettori di Torino il suo ultimo 24 City: "volevo tornare sull'importanza del linguaggio. Ultimamente le cinematografie asiatiche e non solo hanno indirizzato la propria ricerca prevalentemente verso l'immagine e il movimento. Io ho voluto fare un film che tornasse ad occuparsi della parola." VIDEO.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Mateo Falcone", di Eric Vuillard (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 02/12/2008)

Intrigante esordio alla regia per l’autore francese. Cinema minimalista del non detto, dal ritmo non uniforme. Buona parte del film racconta la caccia all’uomo, ma il senso proprio non vuole ridursi unicamente all’azione principale. Il paesaggio e i suoi elementi partecipano alla vita dei personaggi. Cambi di luce continui, vento forte che accarezza campi di grano ed erba alta, il desiderio più forte è quello di sentire su un viso lo scorrere del tempo

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Rumba" di Dominique Abel, Fiona Gordon e Bruno Romy (di Valentina Gentile, del 02/12/2008)

Ambizioso tentativo di unire Tati e la slapstick comedy alla danza, purtroppo fallito in un' opera dalla comicità furba e petulante

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "The new year parade", di Tom Quinn (Concorso) (di Tonino De Pace, del 01/12/2008)

The new year parade di Tom Quinn, nella sezione del concorso, si lega alla grande corrente del cinema americano indipendente in cui si coniuga la documentazione del reale con la fiction. Ma l’operazione di Quinn, pur nella sua onestà non appare convincente, sebbene lavori su un buon sviluppo dei personaggi e su alcune illuminazioni visive non trascurabili.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Nemuru Otoko" (The Sleeping Man) di Kohei Oguri (La Zona) (di Marco Mastino, del 01/12/2008)

Film senza protagonisti reali, ma che fa dei suoi temi il vero punto centrale da seguire e cogliere, Nemuru Otoko è un viaggio cinematografico fatto di pochi elementi , ma dal grande potere riflessivo e sensoriale, che ripaga, alla fine, dell'arduità della sua scarna ed essenziale costruzione.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Nikoli nisva šla v Benetke (We've never been to Venice)", di Blaž Kutin (Concorso) (di Tonino De Pace, del 01/12/2008)

Blaž Kutin esordisce con questo titolo nel lungometraggio inserito nel programma del concorso. Nikoli nisva šla v Benetke (Non sei mai stato a Venezia) vuole mostrare le pieghe di un rapporto di coppia annullato dalla tragedia e mostrare i gesti e le reazioni che solitamente non si vedono, ma i difetti genetici della pellicola consegnano allo spettatore un film non equilibrato.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Låt den rätte komma in" (Let the right one in) di Tomas Alfredson (Fuori concorso) (di Marco Mastino, del 01/12/2008)

Il cinema di Alfredson è senza pietà e senza veli, rivela tutto il visibile con estrema perizia e un enorme uso di particolari per evitare il terrore o la suspense a arrivare all'orrore puro: orrore per una società in decadenza formata da piccoli gruppi isolati volutamente ignari e non consci di ciò che succede loro attorno, neppure degli omicidi che si svolgono con evidenza all'aria aperta.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Paisagem urbana com rapariga e aviăo" (Passaggio urbano con ragazza e aereo) di Joăo Figueiras (La Zona) (di Marco Mastino, del 01/12/2008)

Una condizione disperata tratteggiata con pochi particolari, l'amore a fare da collante per una coppia veramente ai margini della vita.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "The Escapist" di Rupert Wyatt (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 29/11/2008)

Il regista esordiente accoglie la sfida del film di genere e non si risparmia alcun cliché. Dove ci mette del suo è nella costruzione narrativa, spingendo al massimo la destrutturazione temporale, fino al colpo d’ala finale, in cui si rimescolano ancora una volta le prospettive. E, lungo le traiettorie del racconto, crea un coro intorno al dramma solitario di un padre

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Donne-moi la main" di Pacal-Alex Vincent (di Valentina Gentile, del 29/11/2008)

Esordio nel lungometraggio di Pascal-Alex Vincent, "Donne-moi la main" è la storia di un viaggio e del legame turbolento tra due fratelli. Coraggiosamente privo di psicologismi, è un' opera emotiva, fatta di sensazioni forti e incontrastate.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "24 City", di Jia Zhang-ke (Fuori concorso) (di Lorenzo Leone, del 29/11/2008)

Con un Leone d’Oro e sei lungometraggi alle spalle, e a due passi dai quarant’anni, Jia Zhang-ke si presenta con un’opera interlocutoria, non tanto nel risultato, quanto nelle derive che sembra suggerire. E il suo 24 City diviene un non-luogo ove poter iniziare a mutare lo sguardo…

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "A Zona" (La zona) di Sandro Aguilar (La Zona) (di Marco Mastino, del 29/11/2008)

La macchina da presa di Aguilar lascia tutto in sospeso: le storie si confondono con i loro flashback con un passaggio talmente lieve che sembra quasi un fiorire spontaneo di momenti e alla fine non si è più sicuri se siano gli oggetti a svuotarsi del loro valore o addirittura le persone stesse.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Entre os Dedos" (Tra le dita), di Tiago Guedes, Frederico Serra (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 29/11/2008)

Famiglie moderne che sopravvivono a stento al destino nel quale sono intrappolate: alcune reagiscono, altre si abbandonano e smettono di combattere. Girato in una città non ben definita portoghese, il bene e il male, il bianco e il nero, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, rappresentano la struttura portante del film. Prodotto da Paulo Branco, rievoca, in qualche modo, le atmosfere di Monteiro, pur non riuscendo in pieno a coinvolgere emotivamente

TORINO FILM FESTIVAL 26 - VIDEO: Le cinéma selon Melville (di Sergio Sozzo, del 29/11/2008)

L'incontro che chiude la retrospettiva sul cinema di Jean-Pierre Melville organizzata da Emanuela Martini e Mauro Gervasini. Olivier Bohler, il regista di Sous le nom de Melville, e l'autore dello storico Le cinéma selon Melville Rui Nogueira raccontano il loro rapporto col grande autore di Le samurai, tra aneddoti inediti e un bel racconto sul rapporto di amore-odio nei confronti di Jean-Luc Godard e i giovani Turchi dei Cahiers. VIDEO.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - Stephen Dwoskin: l'invidia dello specchio, la gelosia dello schermo (di Sergio Sozzo, del 29/11/2008)

Presentanti nella Zona, i cortometraggi Ascolta! e Mom, e il mediometraggio di un’ora The Sun and The Moon (dichiarata rivisitazione ‘domestica’ del mito della Bella e la Bestia) sono pura compassione dell’immagine, il gesto infinitesimale di fare incontrare nuovamente corpi che non si appartengono più nella stessa misura in cui si son donati allo schermo ed allo specchio. Viene da chiedersi chi sia la bestia, se alla fine non lo sia proprio la videocamera, crudele, spietata, ma capace anche di gesti di infinita bontà e tenerezza.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Il cinema dovrebbe essere più leggero": Incontro con Kohei Oguri (seconda parte) (di Davide Di Giorgio, del 29/11/2008)

Prosegue il resoconto dell’incontro fra il regista giapponese e il pubblico del festival sui temi della realtà, dei sentimenti e della rappresentazione cinematografica, moderato da Massimo Causo, curatore della sezione La Zona, insieme a Roberto Manassero, consulente alla selezione

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Now Showing", di Raya Martin (La Zona) (di Marco Grosoli, del 28/11/2008)

Martin conserva con un rigore inferiore praticamente solo al connazionale Lav Diaz (del cui capolavoro Ebolusyon si intravede in Now showing un poster appeso) l’illusione di stare “davvero” occupando uno spazio autentico, con l’annesso senso di apertura sugli eventi e sul possibile che si porta dietro, tanto promettente quanto paralizzante. È precisamente questa paralisi che spinge Rita a fuggire

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Aruitemo, Aruitemo" (Still Walking), di Hirokazu Kore-eda (La Zona) (di Francesca Bea, del 28/11/2008)

Con una magnifica delicatezza Kore-eda racconta la re-unione dei membri della famiglia Yokoyama, intrappolati nel rimpianto delle loro incomprensioni, nell’incapacità di condividere le proprie paure e nell’impossibilità dei loro desideri, continuando a camminare, come recita il titolo del film, attraverso un’esistenza fatta di attimi e di occasioni perdute

TORINO FILM FESTIVAL 26 - VIDEO: La memoria sfocata di un incubo - Pablo Larrain racconta il suo "Tony Manero" (del 28/11/2008)

L'intervista in esclusiva - a cura di Tonino De Pace - rilasciata a Sentieri Selvaggi dal regista Pablo Larrain in occasione del passaggio torinese del suo Tony Manero: "alcune sequenze del film sono fuori fuoco perché il ricordo degli anni terribili della dittatura continua a essere per i cileni come il risveglio da un incubo, una memoria cancellata in parte, lasciata svanire senza nitidezza." VIDEO.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Return to the Scene of the Crime", dI Ken Jacobs (La Zona) (di Marco Mastino, del 28/11/2008)

Se il cinema, nel suo susseguirsi rapido di immagini, è "violenza all'occhio", allora l'immagine è bloccata per violentare doppiamente l'occhio dello spettatore, bombardandolo di lampi cromatici e di particolari talmente ingranditi, da sembrare non più ombre o sfumature di grigi, ma organismi unicellulari che si muovono sullo schermo.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "The Scenic Route", dI Ken Jacobs (La Zona) (di Marco Mastino, del 28/11/2008)

Jacobs cerca e trova i particolari , che potrebbero essere di un qualsiasi fotogramma e li potenzia: il suo cinema "sfrutta" l'immagine per se stessa e la rende una sfera da guardare in tutte le sue varianti, in tutta la sua essenza.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Il fluttuare tra realtà e poesia è l'oggetto della mia ricerca": Incontro con Kohei Oguri (prima parte) (di Davide Di Giorgio, del 28/11/2008)

Il regista giapponese, omaggiato da una retrospettiva completa dei suoi lavori nella sezione La Zona, ha incontrato il pubblico torinese per parlare della sua idea di cinema e del suo rapporto con la realtà. L’incontro è stato moderato da Massimo Causo, curatore della sezione, insieme a Roberto Manassero, consulente alla selezione

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Quemar las naves", di Francisco Franco (di Valentina Gentile, del 28/11/2008)

Il melodramma è un terreno in cui è spesso facile, per un regista, perdere il controllo delle proprie ambizioni e dei propri eccessi. E' purtroppo quello che succede a Francisco Franco in un film in cui le buone intenzioni e l' ironia non riescono ad evitare un risultato scontato

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Hunger", di Steve McQueen (Lo Stato delle Cose) (di Leonardo Lardieri, del 28/11/2008)

La storia vera di Bobby Sands, attivista irlandese degli anni ottanta, martire della resistenza. Bella sorpresa per il film d’esordio di un affermato e amatissimo artista contemporaneo che attraversa il cinema, la scultura e la fotografia sviluppando una narrativa filmica che inevitabilmente lo ha portato ad allontanarsi dal cinema classico e ad adottare un approccio più libero

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Sous le nom de Melville" di Olivier Bohler (Jean-Pierre Melville) (di Aldo Spiniello, del 27/11/2008)

Il giovane studioso francese ha ritrovato in Melville il centro e il motore della propria passione per il cinema. E riesce a restituire il ritratto di un regista che emerge sempre più come cerniera tra passato e presente, oriente e occidente. Ma, soprattutto, di un uomo tutt’altro che contradditorio, di una coerenza che si spinge sino alla radicalità

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Il grande progetto", di Vincenzo Marra (Italiana.Doc) (di Sergio Sozzo, del 27/11/2008)

Il grande progetto sembra quello che di film in film diviene sempre più chiaro all’interno della produzione documentaria di Marra: da questo punto di vista, tolta la messinscena al limite dell’amatoriale, figlia del degrado del reportage ‘d’assalto’ nell’epoca televisiva italiana contemporanea, il film è una evidente prosecuzione del discorso intrapreso nel precedente L’udienza è aperta. E il lavoro degli ingegneri di Bagnoli Futura per la bonifica della zona napoletana post-industriale diventa un nuovo viaggio all’interno dello stesso stereotipo della denuncia.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Dixia de Tiankong" (The Shaft), di Zhang Chi (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 27/11/2008)

In tre diversi episodi, la vita di tre membri di una famiglia che vive e lavora in una città mineraria nell’Ovest della Cina. Tutti vogliono cambiare la loro esistenza. Tuttavia la vita è dura. Non si può vincere la lotta contro il destino, ma si deve comprendere la stessa vita durante la lotta. Bel debutto al lungometraggio del trentunenne regista cinese, che in passato ha lavorato come autore per la televisione di stato

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Lemon Tree", di Eran Riklis (Fuori concorso) (di Francesca Bea, del 27/11/2008)

Senza tentare di spiegare o di prendere posizione Eran Riklis, regista de La sposa siriana, rimane a guardare il pulsare incerto e appassionato di due donne, Salma e Mira, e disegna con un disincanto malinconico e allo stesso tempo capace di leggerezza, il loro disorientato ma fiero avanzare nella realtà che le circonda, in Cisgiordania. Lemon Tree racconta la vita, racconta la sofferenza e la paura, e il conflitto tra Israele e Palestina si respira attraverso l’impercettibile scorrere dei dolori, dei sogni e delle emozioni che scuotono e animano i suoi personaggi

TORINO FILM FESTIVAL 26 - VIDEO: La British Renaissance vs. Margareth Thatcher (di Sergio Sozzo, del 27/11/2008)

Nell'incontro stampa della retrospettiva British Renaissance con l'organizzatrice Emanuela Martini i ricordi agrodolci della stagione anti-Thatcher ("la odiavamo, la odiavamo pazzescamente!") dalle bocche dei protagonisti Bill Forsyth, Pat O'Connor, Michael Palin, Jerzy Skolimoski, Kennith Trodd. VIDEO

TORINO FILM FESTIVAL 26 - VIDEO: L'Armata di Wakamatsu (di Sergio Sozzo, del 27/11/2008)

Il grande maestro presenta al pubblico torinese il suo ultimo sublime United Red Army: "Ho girato ogni sequenza come se si trattasse del mio ultimo film. Ho diretto e prodotto più di cento opere ma sentivo che la mia avventura artistica non sarebbe mai stata completa se non avessi realizzato anche quest'ultimo lavoro." VIDEO

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Die Welle", di Dennis Gansel (Concorso) (di Tonino De Pace, del 27/11/2008)

Die Welle di Dennis Gansel è ispirato ad una storia vera ed è stato realizzato per raccontare di quanto le nostre democrazie occidentali restino esposte alla minaccia dittatoriale. Un cinema che affida la propria esistenza solo alla pura narrazione e alla netta squadratura dei personaggi. Ciò non giova ai nobili intenti dell’autore. In concorso

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Momma's Man" di Azazel Jacobs (Torino 26) (di Valentina Gentile, del 27/11/2008)

Si esita un po’ prima di essere sicuri di poter definire il film di Azazel Jacobs. Commedia famigliare, melodramma generazionale. Potrebbero essere espressioni adatte. Ma poi viene in mente che Momma’s Man non è può esser rinchiuso in facili definizioni. Tutto quello che serve dire per descriverlo è che si tratta di un film sorprendente, perché parla  una lingua che tutti conoscono, che tutti sanno, ma che pochi, o forse nessuno, ha la capacità di usare

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Of Time and the City" di Terence Davies (Fuori concorso) (di Lorenzo Leone, del 27/11/2008)

Da sempre attento e legato alle emozioni proprie e della propria terra, Terence Davies mette in scena la sua Liverpool per riappropriarsi del cinema otto anni dopo la sua ultima opera: Of Time and the City diviene così qualcosa in più di un semplice ritratto urbano

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Wendy and Lucy" di Kelly Reichardt (Fuori concorso) (di Leonardo Lardieri, del 27/11/2008)

Quarta opera dell’interessantissima regista indipendente statunitense (da recuperare soprattutto Old Joy del 2006). A differenza di altro cinema di questo genere, Kelly Reichardt non vuole essere “maledetta” a tutti i costi, non si perde in malinconiche e disperate derive, trova il suo cammino, sapendo alzare anche, ad un certo punto, la macchina da presa al cielo

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Made in America", di Stacy Peralta (Lo Stato delle Cose) (di Valentina Gentile, del 26/11/2008)

Esemplare nel suo excursus storico e sociale ed estremamente acuto nell’ analizzare la crisi maschile e la sua involuzione tribalista, Made in America è un documentario sinfonico che mischia magistralmente i linguaggi visivi, con l’ alternarsi delle foto, dei fotogrammi e delle immagini a quelli sonori, con un uso della musica essenziale al ritmo del racconto

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Prince of Broadway", di Sean Baker (Concorso) (di Tonino De Pace, del 26/11/2008)

Sean Baker, regista statunitense in concorso nella rassegna torinese con Prince of Broadway, è innamorato del neorealismo italiano e costruisce un film immediato in cui la scoperta della paternità costituisce il fulcro di un film che riesce anche a raccontare, con felice ispirazione, il rumore della città e un panorama di sentimenti.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Gigantic" di Matt Aselton (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 25/11/2008)

E’ come se il regista, nel filmare, si mantenesse sempre fuori, sottotono, evitando di mostrarsi, esporsi, mettersi in gioco. E non si tratta della pretesa di uno sguardo obiettivo, distaccato (come se si potesse) sul racconto, ma di una vera e propria distanza emotiva dallo stesso film, che assomiglia quasi a un timore e un’insicurezza di fondo. Alla fine si ha la sensazione che ai sorrisi soddisfatti del pubblico manchi qualcosa. L’amore probabilmente…

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Bitter & Twisted", di Christopher Weekes (Concorso) (di Francesco Maggi, del 25/11/2008)

La famiglia come labirinto dove la macchina da presa si immerge, indugia come ad aspettare che davanti le si palesi la catarsi. In questi momenti emerge la bravura di un cast incastrato alla perfezione e capace di risollevare in molte scene una regia che ancora deve maturare. Ma questo non è certo un limite. Potrebbe rivelarsi, per alcuni occhi, una fragilità molto seducente. 

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Helen", di Christine Mollowy e Joe Lawlor (Concorso) (di Tonino De Pace, del 25/11/2008)

Helen nella sezione del concorso torinese, nasce da un progetto più ampio condotto dai due autori Christine Mollowy e Joe Lawlor. Un film condotto su un doppio binario sul quale scorre con elegante metodicità e con qualche manierismo accentuato. Un cinema che ha forti affinità visive con l’ultimo Van Sant e il cui tentativo riuscito è quello di uno scandaglio profondo della vita segreta della giovane protagonista.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Giornaliero di città e passanti", di Mauro Santini (Italiana doc) (di Tonino De Pace, del 25/11/2008)

L’occhio clandestino di Mauro Santini cattura un possibile cinema del nulla o del reale in Giornaliero di città e passanti, un cinema di confine che confligge con ogni ipotesi narrativa, un limite anche all’occhio dello spettatore che nulla può vedere oltre quelle immagini.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "United Red Army", di Wakamatsu Koji (Lo stato delle cose) (di Leonardo Lardieri, del 25/11/2008)

E' l’ultimo film del settantaduenne maestro giapponese Wakamatsu, girato nel 2007. Meraviglioso e agghiacciante docufiction dell’organizzazione terroristica nipponica di estrema sinistra URA, nata agli inizi dei ’70. Ancora un quadro rabbioso, combinato con gli elementi della natura, crudeli ed indefferenti, il rock, destabilizzante e lacerante

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Demain", di Maxime Giroux (Concorso) (di Simone Emiliani, del 24/11/2008)

Quando l’impermabilità diventa maniera. Il primo lungometraggio del trentaduenne regista canadese, che già aveva diretto alcuni corti e video musicali, appare non solo chiuso ma sembra quasi compiacersi della sua impassibilità. Il dolore, la sessualità, lo slancio sentimentale sono tutti filmati allo stesso modo da uno sguardo di una piattezza sconcertante

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Lake Tahoe", di Fernando Eimbecke (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 24/11/2008)

Del giovane regista messicano Fernando Eimbecke, va ricordato Temporada de Patos, del 2004, presentato alla Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Eimbecke è ancora alla ricerca del minimalismo cinico e onirico, delle lunghe e spasmodiche sequenze, trasudanti arcaiche verita’. Il suo cinema sembra viaggiare tra spazio e tempo: si ha sempre la sensazione di qualcosa di illusorio e illusionistico ma quando si torna dal viaggio non si sa mai con certezza se davvero si e’ stati via

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Napoli Piazza Municipio", di B. Oliviero - "Uso improprio" di L.Gasparini e A.Masi (Italiana.Doc) (di Francesco Maggi, del 24/11/2008)

Napoli Piazza Municipio è il racconto estemporaneo della vita, o meglio delle vite, che animano Piazza Municipio. In Uso improprio la voglia di tornare a tenere in mano una palla da rugby ci fa vivere(convivere) con la realtà di un centro sociale romano, l'Acrobax.

TORINO FILM FESTIVAL - "Non - Dit" di Fien Troch (Concorso) (di Francesco Maggi, del 24/11/2008)

La speranza in questo film arriva solo in un finale guidato dall'inspiegabile volontà di poter ricominciare, ma senza forse la verità di aver esorcizzato l'incubo della perdita. Così come lo stile della Troch,  sicura nell'instaurare con lo spettatore quell'osmosi viscerale del dolore, ma spesso incapace di segnalarlo con la semplicità di un cinema meno compresso e formalizzato.

TORINO FILM FESTIVAL - "Real Time", di Randall Cole (Fuori Concorso) (di Francesco Maggi, del 24/11/2008)

Segnata da una profilo quasi documentaristico, questa black comedy lascia sorpresi per un stile sempre consapevole e la capacità di tendere l'intero film sull'elastico di un duo attoriale davvero azzeccato.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Tony Manero", di Pablo Larraín (Concorso) (di Simone Emiliani, del 24/11/2008)

Quello del film di Larraín è un bello squarcio sul passato del Cile. Sulla sua Storia ma soprattutto sul suo protagonista che vive al di fuori del proprio tempo. Ci sono le tracce quindi di un’alienazione, di una perdita d’identità, che sono contemporaneamente i suoi e quelli del proprio paese. Tracce che non vengono mai esibite. E questo rafforza l’equilibrio ma anche l’adesione sincera alla storia che il regista porta sullo schermo

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Kurus", di Woo Ming Jin (Fuori Concorso) (di Sergio Sozzo, del 23/11/2008)

A Torino dopo aver vinto il Gran Premio della Giuria nella scorsa edizione con il bel The Elephant and the Sea, il trentenne autore malese porta la storia di gioie e spasimi e amicizie e amori di due compagni di classe adolescenti. Senza cattiveria neppure per i personaggi negativi, con la stessa prospettiva di felicità di cui ci si illude da ragazzi, emozioni e sensazioni sospese sino allo splendido finale, una leggerezza letteraria e scarna, cinema pulviscolare che però s’imprime invece di svanire alla luce del sole.       

 

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Ho bisogno di avere qualcosa di difficile da realizzare" - Incontro con Roman Polanski (di Tonino De Pace, del 23/11/2008)

L’incontro con il regista polacco è uno dei momenti più attesi del Festival torinese, ma qualcosa da subito non funziona e la rigidità sulla quale appare avviata la conversazione sembra imporre a Moretti una traccia già segnata e preannunciata: parlare di “cinema” e del modo di procedere durante la lavorazione di un film insistendo solo sugli aspetti tecnici senza mai concedere nulla di se alla sala, non sembra avere particolarmente scaldato il cuore del festival.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "W.", di Oliver Stone (di Davide Di Giorgio, del 23/11/2008)

La biografia del 43esimo Presidente degli Stati Uniti rivela una volta di più l’empasse dell’ultimo Oliver Stone, incapace di elaborare criticamente e visivamente una materia che già in origine è ritenuta incandescente e che per questo dà invece forma a un film potenzialmente esplosivo, ma materialmente inerte

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Bi-Mong", di Kim Ki-duk (Fuori Concorso) (di Giuseppe Gariazzo, del 23/11/2008)

Quindicesimo lungometraggio di Kim Ki-duk, Bi-Mong è un film in cui il regista coreano ri-mette in campo, con meccanismo perfetto, le ossessioni che compongono tutta la sua filmografia, all’interno di una costruzione che conferma lo sgretolamento spazio-temporale e di una narrazione lineare attuato film dopo film. Un film di tensione cronenberghiana dove Kim Ki-duk conduce ancora una volta i suoi personaggi in isole di desiderio e morte, rendendoli corpi da massacrare.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Umoregi (The Buried Forest)", di Oguri Kohei (La Zona) (di Grazia Paganelli, del 23/11/2008)

La Zona, sezione avanguardista del Torino Film Festival,  porta in Italia un riuscitissimo film giapponese; la pellicola infatti è esplorazione, invenzione e stupore in un unico viaggio, è desiderio di conoscenza di un microcosmo che pare assopito nel suo mondo lontano e isolato, è sguardo tattile capace di far vibrare le immagini del pensiero, colto nella discreta magia del sogno

TORINO FILM FESTIVAL - "Katyń", di Andrzej Wajda (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 23/11/2008)

 

Wajda gira sul massacro di Katyń (Polonia), dove, nella primavera del 1940, ventiduemila soldati e ufficiali polacchi furono uccisi dalla polizia sovietica. Dopo cinque anni il grande autore polacco torna con un’opera che lo riporta indietro, ai tempi di Lotna, Paesaggio dopo la battaglia. E’ crudo, e’ duro, come il sudato pane del giorno prima. I corpi ci coprono, li senti addosso, e vorresti girarli come leggere pagine di letteratura filmata

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Night and Day", di Hong Sangsoo (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 22/11/2008)

Quest’ultimo bellissimo film del regista coreano contiene continui frammenti di Nouvelle Vague, dalla presenza di Parigi alla struttura-diario del cinema di Rohmer. Hong Sangsoo è come se raccontasse una storia che non deve finire mai. Appare impossibile infatti interromperla (malgrado i 145 minuti di durata) e potrebbe durare anche tutta la vita perché fa parte di quei rari casi di una pellicola che non si vorrebbe mai abbandonare

TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Filth and Wisdom", di Madonna (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 22/11/2008)

Può apparire come un’operazione difficilmente sostenibile il debutto dietro la macchina da presa di Madonna nel suo essere stramba, piena di cadute e delirante. Eppure dentro questo film sembra che la cantante e attrice ci metta tutta se stessa. Alla fine la si può accusare di tutto, tranne del fatto di non essere sincera - VIDEO

TORINO FILM FESTIVAL 26 - Dalle lontane province di Tonino de Bernardi: 3 minuti da "Pane/Piazza delle Camelie" (VIDEO) (di Margherita Palazzo, del 22/11/2008)

E' Tonino de Bernardi a inaugurare La Zona, territorio di derive in cui vive il cinema meno allineato, al 26° Torino Film Festival (21-29 Novembre 2008), presentando in anteprima assoluta Pane/Piazza delle Camelie, 97 minuti che rifiutano la distinzione tra documentario e fiction,  “film a doppio corpo, che tra la Toscana e la periferia romana di Centocelle fa riecheggiare Dumas e Rilke, Mozart e Aznavour”. VIDEO.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - Il programma de LA ZONA (del 21/11/2008)

Al secondo anno, LA ZONA conferma e rafforza la sua caratteristica di essere la sezione in cui l’istinto di ricerca del TORINO FILM FESTIVAL si concentra nei territori del cinema meno allineato alle traiettorie convenzionali. Con una selezione di 34 opere di vario metraggio (dalle quasi cinque ore del formidabile Now Showing, del giovane ma già affermato regista filippino Raya Martin, ai 30” dei frammenti che compongono Stereo Towards Infinite, del gruppo catanese Cane Capovolto), LA ZONA offre un panorama intenso e variegato del cinema attuale, muovendosi alla ricerca di autori giovani ed emergenti, mentre coltiva passioni e personalità già consolidate e fondamentali nello scenario internazionale. Di assoluto rilievo è poi la presentazione in prima internazionale di Historias Extraordinarias, formidabile esordio dell’argentino Mariano Llinas, film-fiume di oltre quattro ore che s’inarca su una tensione narrativa elevata a potenza nell’intreccio di tre storie indipendenti, in cui nella forma del mistero e del giallo si rispecchia il passato più radicale e il presente più spiazzato dell’Argentina.

TORINO FILM FESTIVAL 26 - Apertura con Oliver Stone (del 21/11/2008)

 "W.” è la storia di George W. Bush: un uomo che per tutta la vita ha lottato con i suoi demoni personali, dibattendosi all’ombra del padre. Sarà dunque Il ritratto dell’attuale (e ormai ex) presidente degli Stati Uniti d’America ad aprire la 26a edizione del Torino Film Festival. Interpretato da Josh Brolin, il film è il terzo biopic di Oliver Stone su un presidente americano dopo JFK (1991) e Nixon (1995). Il regista sarà a Torino per l'anteprima nazionale del film.

TORINO FILM FESTIVAL 26: Una grande famiglia... esterofila (di Leonardo Lardieri, del 14/11/2008)

Sporcata, e quindi superata, la storia dei girotondi, Nanni Moretti per il secondo anno si ferma a Torino, come direttore del festival più amato dai cinefili, dalla critica militante e più “impegnata”. Dal 21 al 29 novembre la XXVI edizione. Occhio a Melville e Polanski in rassegna, al concorso, soprattutto alla sezione “La Zona” e in particolare ad alcuni titoli fuori concorso assolutamente da non perdere (W di Oliver Stone, 24 City di Jia Zhang Ke, già visto a Cannes, The Edge of Love di John Maybury, Filth and Wisdom di Madonna, già visto a Berlino, Katyn di Andrzej Wajda, candidato per l’Oscar come miglior film straniero, e Wendy and Lucy di Kelly Reichardt, passato a Cannes).

 

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