VENEZIA 67

VENEZIA 67 – “I’m Still Here”, di Casey Affleck (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 08/09/2010)

Vero o finto non conta. Come se una sola immagine potesse dire la realtà. Come se il movimento di un attore non fosse più movimento. Quel che conta è che Casey Affleck, con un solo film sembra già vivere in una sorta di universo alla Herzog. Sa cosa inquadrare, sa cosa mostrare (quasi tutto) e cosa tacere (molto poco). E ci accompagna per mano lungo le traiettorie elicoidali della vita

VENEZIA 67 – "La Svolta. Donne contro l'Ilva", di Valentina D'Amico (Giornate degli Autori) (di Sergio Sozzo, del 08/09/2010)


La regista basa il suo documentario su un'idea forte di contrapposizione che si trasferisce subito al livello dell'immagine: da un lato, le fredde ciminiere, le sagome nere e minacciose delle fornaci che occludono l'orizzonte, l'angosciante profilo notturno della zona industriale tarantina illuminata dai fari rossi delle luci di sicurezza; dall'altro, l'umanità assoluta delle donne che combattono contro il mostro di lamiera, che hanno invece occhi pieni di lacrime, volti stanchi, mani che spesso si chiudono in pugni di rabbia

VENEZIA 67 – “The Ditch”, di Wang Bing (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 07/09/2010)


Il bellissimo film a sorpresa di questa edizione racconta il destino di alcuni "dissidenti" nella Cina degli anni '50, deportati in un campo di lavoro nel deserto dei Gobi. Ancora un grandissimo regista cinese, capace di non far rimpiangere uno dei massimi esponenti della cinematografia mondiale in assoluto, il connazionale Jia Zhangke. Completamente diversi nello stile, ma con la stessa capacità di mescolarsi con la materia filmica, senza intralciare il flusso degli eventi, senza manipolare eccessivamente le flebili pulsazioni dell’esistenza

VENEZIA 67 – “Svinalängorna (Beyond)”, di Pernilla August (Settimana della critica) (di Pietro Masciullo, del 07/09/2010)


“Il nostro passato ci accompagnerà sempre”. Questa è la frase che la regista ama ripetere in ogni sua dichiarazione. Una frase che forse illumina più di ogni altra complessa analisi il disorientamento che si prova vedendo questa controversa opera prima. Un film che mescola una struttura convenzionale e macchinosa a rari ma sublimi momenti di cinema bergmaniano

VENEZIA 67 – “Ma che storia”, di Gianfranco Pannone (Controcampo italiano) (di Silvia Fanasca, del 07/09/2010)

Il film è stato realizzato nell’ambito della ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia per ricordare i momenti gloriosi e bui di questo paese con differenze tanto marcate. Il racconto si snoda tra cinegiornali e documentari dell’archivio Luce, attraversando, non senza una ridondante retorica, la storia di questo paese fino agli anni ’80

VENEZIA 67 - “Oča (Dad)”, di Vlado Škafar (Settimana della critica) (di Elena Di Nardo, del 07/09/2010)


La pellicola si intitola “Padre”, ma fin dal primo dialogo comprendiamo che forse sarebbe risultato più opportuno chiamarla “Figlio”. Si, perchè la quasi totalità dei confronti tra i due presentano un bambino straordinariamente (a volte, bisogna ammetterlo, eccessivamente) lucido e maturo, di fronte ad una padre esterrefatto, e al confronto piuttosto incolore

VENEZIA 67 - "Meek's Cutoff", di Kelly Reichardt (Concorso) (di Margherita Palazzo, del 07/09/2010)

Proprio quando l’immagine si fa tanto abbagliante e perfetta da avvicinarsi al tableau vivant, l’occhio della Reichardt si posa perfino sugli oggetti d’epoca con una struggente sensazione di modernità straniata, come nelle foto e nei quadri di una scuola di giovani fotografi e pittori contemporanei del Northwest, anche se il suo mezzo è il cinema. Come una spia accesa nella notte, un allarme che ci fa pensare al mondo che viviamo oggi, anche se parliamo dell’800 dei pionieri.

VENEZIA 67 – “In Parlamento c’è chi ha fatto peggio di Vallanzasca”. Incontro con Michele Placido (di Leonardo Lardieri, del 06/09/2010)

Il film di Michele Placido irrompe al Lido e certamente non poteva passare inosservato. Addirittura è stato attaccato preventivamente da alcuni politici e parenti delle vittime di uno dei più discussi fuorilegge degli anni ’70, Renato Vallanzasca, padrone indiscusso della criminalità milanese. Fuori Concorso, Vallanzasca – Gli angeli del male, è una rilettura del personaggio e di quel periodo storico del nostro Paese. ASCOLTA L'AUDIO DELLA CONFERENZA STAMPA

VENEZIA 67 – “1960” di Gabriele Salvatores (Fuori Concorso) (di Roberto Rosa, del 06/09/2010)

Il percorso di emigrazione da un paesino del sud fino alla città simbolo dello sviluppo economico: Milano, visto attraverso gli occhi di un bambino. Un prodotto di finzione nei contenuti che però utilizza esclusivamente immagini di repertorio Rai, per raccontare l’Italia del boom.

VENEZIA 67 – “Detective Dee and the Mystery of Phantom Flame”, di Tsui Hark (Concorso (di Aldo Spiniello, del 06/09/2010)


Tsui Hark racconta la sua parabola sul potere e la giustizia, per dire, ovviamente, che l’uno può trovare fondamento solo nell’altra. Ma ovviamente non è (solo) questo che gli interessa. E’ piuttosto costruire la coreografia adatta all’incoronazione a venire, girare il film quasi come fosse lo spettacolo cerimoniale. All’inseguimento di John Woo sul terreno dell’eccesso, ben oltre tutti gli altri

VENEZIA 67 – “Vallanzasca, gli angeli del male” di Michele Placido (Fuori Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 06/09/2010)

Vallanzasca è un cinema fatto di materia, di corpi feriti, colpiti a morte, persino spappolati dall’auto che gli passa sopra fino a sentirne lo scricchiolio delle ossa che si rompono. E’ una furia umana che sembra avvolgere ogni cosa, ogni momento, ogni situazione. C’è sempre il sangue che scorre a fiumi, la violenza che genera violenza, ma dentro il grande contenitore d’impianto cinematografico Doc. Placido realizza il suo “Nemico pubblico”, cinema spettacolare/emozionale che ci racconta come potrebbe essere il cinema italiano…

VENEZIA 67 - "Promises Written in Water", di Vincent Gallo (Concorso) (di Simone Emiliani, del 06/09/2010)

Terza straordinaria opera dell'attore statunitense che è insieme anatomica e ha la passione e la disperazione di un rapporto sessuale. La macchina da presa sta attaccata ai corpi, li segmenta e, attraverso un granuloso bianco e nero, recupera il cinema sperimentale underground statunitense di fine anni '50 e l'impeto di John Cassavetes nella ripetizione dei gesti, nella visione anatomica delle figure, del cinema come seduta terapeutica imprenscindibile. Un cinema che scuote, sconvolge, che non lascia scampo

VENEZIA 67 - "Vincent Gallo è un animale in fuga solo contro il mondo". Incontro con Jerzy Skolimowski e Jeremy Thomas (di Margherita Palazzo, del 06/09/2010)

Il regista polacco Jerzy Skolimowski accompagnato da Jeremy Thomas (produttore spesso coraggioso, a lui dobbiamo tra i tanti film Crash di David Cronenberg) presenta alla stampa Essential Killing, film selezionato tra i titoli in concorso e interpretato da un  Vincent Gallo "solo contro tutti", uomini e paesaggi ostili

VENEZIA 67 - "Gus Van Sant mi ha insegnato a lasciare una storia libera di raccontarsi da sè". Incontro con Casey Affleck (di Margherita Palazzo, del 06/09/2010)

Casey Affleck accompagna al Lido I'm still here. The Lost year of Joaquin Phoenix, presente a Venezia 67 nella sezione fuori concorso, e racconta il suo debutto alla regia a partire dall'illuminazione ricevuta sul set di Gerry, di Gus Van Sant, a proposito della libertà espressiva,  la sua amicizia con Joaquin Phoenix e il "ritratto empatico" che ha voluto realizzare con lui

VENEZIA 67 – “Hai paura del buio”, di Massimo Coppola (Settimana della critica) (di Pietro Masciullo, del 06/09/2010)

Massimo Coppola è fin troppo consapevole di inscriversi in territori ultrabattuti dal nostro cinema, ed ha l’intelligenza di utilizzare tutta questa sovrastruttura preesistente come una sorta di acquario dove far nuotare due esistenze “attualissime”

VENEZIA 67 - “20 sigarette”, di Aureliano Amadei (Controcampo italiano) (di Elena Di Nardo, del 06/09/2010)


Il regista Aureliano Amadei mette in scena lo stralcio di vita che aveva raccontato in precedenza nel romanzo 20 sigarette a Nassirya, la propria storia, quella di un giovane aiuto regista catapultato, per caso, in una guerra che non gli appartiene, e che lo cambierà per sempre

VENEZIA 67 – “Il loro Natale”, di Gaetano Di Vaio (Controcampo italiano) (di Silvia Fanasca, del 06/09/2010)


Questo documentario è un percorso nella quotidianità di donne forti e orgogliose, ma anche rese fragili dall’avvicinarsi della festività che per eccellenza celebra la famiglia: il Natale. Segue le loro giornate, raccontando storie piene di amore e tenerezza ma anche di tossicodipendenza e crimini

VENEZIA 67 – “I baci mai dati”, di Roberta Torre (Controcampo Italiano) (di Roberto Rosa, del 06/09/2010)


Ancor più che nei suoi lavori precedenti, la Torre ci propone un racconto corale tutto al femminile, ed in questo, certo, il lavoro può dirsi riuscito, grazie soprattutto ad un ottima galleria di personaggi/interpreti capaci di caratterizzare perfettamente alcuni prototipi femminili contemporanei, per le quali è necessario addirittura un miracolo (vero) per riscoprire la normalità affettiva

VENEZIA 67 – “Passione” di John Turturro (Fuori Concorso) (di Roberto Rosa, del 06/09/2010)


Passione è un affettuoso omaggio alla canzone napoletana come specchio del popolo partenopeo, nel quale si passa con estrema disinvoltura dai grandi nomi della ricerca filologica (Barra, Avitabile), agli innovatori (Raiz, Senese) fino ai cantanti di strada, senza mai abbassare la carica emotiva che resta, sempre e comunque, altissima

VENEZIA 67 - Lo Speciale di Onde Selvagge / 2 (del 06/09/2010)


Stefano Fornari
, fashion designer di Carta & Costura, ha commentato e giudicato per noi lo stile e l'eleganza delle star che sono sfilate sul red carpet di questa prima metà di Venezia 67. Simone Emiliani si focalizza invece su La Situazione Comica (1937-1988), la retrospettiva dei 'classici' riscoperti del cinema comico nostrano, a cura di Marco Giusti, Domenico Monetti e Luca Pallanch. Aldo Spiniello analizza la prima settimana di kermesse al Lido. ASCOLTA IL PODCAST

VENEZIA 67 – “Il film doveva avere il fascino per soddisfare le aspettative del pubblico”, incontro con Tsui Hark (di Tonino De Pace, del 06/09/2010)

Tsui Hark, uno dei registi sicuramente più rappresentativi del cinema di genere cinese, con il suo Detective Dee and the mystery of phantom flame concorre per il Leone d’oro in questa edizione della Mostra del cinema. Un film che muta il suo punto di vista, ma che conferma le sue doti di generatore di spettacolo.

VENEZIA 67 - "Post Mortem", di Pablo Larraín (Concorso) (di Margherita Palazzo, del 06/09/2010)


Sul tavolo dell'autopsia c'è Salvador Allende, o uno dei tanti corpi che soccombono ai Poteri. Ma anche il cuore umano, la sua ostinazione a creare illusioni anche nello squallore quotidiano, in questo splendido film di Larraín che mostra la violenza della solitudine con bisturi e filo di sutura, raccontando tutti i tipi di guerra, compresa l'ossessione amorosa 

VENEZIA 67 - Tarda Estate: videointervista ai registi Marco De Angelis e Antonio Di Trapani (di Tonino De Pace, del 06/09/2010)


Marco De Angelis e Antonio Di Trapani sono i due autori di Tarda estate, presentato a Venezia nella sezione Controcampo
italiano
. Tarda estate è un film che nasce dall’amore, condiviso tra i due autori, per la cultura del Giappone e già
nel suo titolo riecheggiano i titoli dei film dal grande maestro Yasujirô Ozu.

VENEZIA 67 - "Inseguo il fantasma del golpe". Incontro con Pablo Larraín, Alfredo Castro e Antonia Zegers (di Margherita Palazzo, del 05/09/2010)

Il giovane regista cileno Pablo Larraín, unico latinoamericano in concorso a Venezia 67, racconta la sua visione personale di due solitudini nel bellissimo Post Mortem, accompagnato dai protagonisti, Alfredo Castro (già diretto in Tony Manero) e Antonia Zegers (presente a Venezia anche con La vida de los peces)

VENEZIA 67 - "Niente paura - come siamo come eravamo le canzoni di Luciano Ligabue", di Piergiorgio Gay (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 05/09/2010)

Una lezione di storia recente e di etica che non cita nessuno, nessuno dei nomi dei politici di oggi, destra o sinistra compresi. Senza alcun sociologismo da sinistra snob che si lamenta del decadimento culturale del nostro paese e citazioni di reality. Sorvolando qualsiasi discorso ideologico, con Draquila appare oggi il documentario più necessario. Da far vedere nelle scuole. Non tanto per smuovere le coscienze ma per recuperare la nostra recente memoria.

VENEZIA 67 – “A Letter to Elia”, di Martin Scorsese e Kent Jones (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 05/09/2010)

Scorsese davanti la macchina da presa si mette a nudo con una sincerità disarmante, certamente superiore a quella che oggi mette in gioco quando è dietro la macchina da presa. Il modo in cui parla dei film, dei registi amati, il modo in cui si lascia andare, raccontando il cinema e se stesso… E’ sconvolgente, perché ci appartiene...

 

VENEZIA 67 - Incontro con François Ozon, Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Karin Viard e Judith Godrèche (di Margherita Palazzo, del 05/09/2010)

François Ozon racconta Potiche, ispirato alla pièce di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, e le influenze sulla trasformazione
del testo teatrale in un film: una commedia ambientata negli anni '70 che il regista francese utilizza per giocare con temi molto attuali. Lo accompagnano Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Karin Viard, Judith Godrèche e i produttori Eric e Nicolas Altmeyer.

VENEZIA 67 – “La passione”, di Carlo Mazzacurati (Concorso) (di Tonino De Pace, del 05/09/2010)


La passione in concorso a Venezia, conferma le doti di Carlo Mazzacurati e la sua capacità di guardare con il necessario distacco la materia narrativa da mettere in scena, ma questa peculiarità, che talvolta giova all’esito del film, qui assume i profili di un limite. Una maggiore partecipazione emotiva avrebbe conferito al film maggiore coerenza, riscaldato il racconto così da raggiungere il cuore dello spettatore

 

VENEZIA 67 – “Essential Killing” di Jerzy Skolimowski (Concorso) (di Grazia Paganelli, del 05/09/2010)


Quello che Skolimowski cerca è sempre l’esasperato limite verso cui è spinto l’uomo. Non importa quali siano le circostanze, quello che conta è il segno profondo che resta dietro di lui, la macchia nera che lo circonda, mentre pochi lampi di luce devono bastare a mostrare i contorni. E così capovolge ogni aspettativa costruendo il suo film come un western anacronistico e disorientato. Sopravvivere prima di tutto mentre ci si spinge verso la morte

VENEZIA 67 – “Ho voluto che gli attori in questo film si sentissero alla mercé del paesaggio “ Incontro con Kelly Reichardt (del 05/09/2010)

L’apprezzata autrice di Wendy and Lucy e Old Joy arriva al Lido per presentare in concorso il nuovo Meek’s Cutoff, storia di pionieri che si perdono nel deserto per colpa di una guida truffaldina e saranno costretti a fidarsi di un indiano.

VENEZIA 67 – “Tungngaan (3D) (The Child’s Eye)”, di Oxide e Danny Pang (Fuori concorso) (di Silvia Fanasca, del 05/09/2010)


Affermati innovatori del cinema dell’orrore asiatico i fratelli Pang dopo il successo mondiale della serie di film inaugurati da The Eye presentano il quarto capitolo della saga dell’occhio, opera che può vantarsi di essere il primo film horror asiatico in tre dimensioni. Proprio quando si pensa che tutto sia stato fatto e visto, ecco che i fratelli Pang mischiano ancora una volta le classiche tematiche del genere

VENEZIA 67 – “Hitparzut X (Naomi)”, di Eitan Zur (Settimana della critica) (di Elena Di Nardo, del 05/09/2010)


Opera prima che sembra già denotare una buona dose di maturità, questo noir psicologico ruota attorno ad un omicidio passionale che diviene specchio di assai più complesse dinamiche psichiche interne ad una coppia

VENEZIA 67 – “Noir océan”, di Marion Hänsel (Giornate degli autori) (di Silvia Fanasca, del 05/09/2010)

Questo delicatissimo film scandito dal ritmo ipnotico dello sciabordio del mare permette allo spettatore di scivolare fin dalla sequenza iniziale nei panni dei protagonisti, seguendo il traumatico avvento dell’età adulta e lasciando che ci si affezioni a loro accompagnando ogni loro gesto, amando ciò che loro amano, soffrendo con loro, condividendone la disperazione per l’innocenza perduta

VENEZIA 67 – “Robinson in Ruins”, di Patrick Keiller (Orizzonti) (di Pietro Masciullo, del 05/09/2010)

Con Robinson in Ruins  Patrick Keiller prosegue la sua radicalissima sperimentazione sulla commistione tra cinema e conoscenza. È il terzo capitolo di un trittico dedicato al misterioso professor Robinson: un esploratore della nostra civiltà che non viene mai inquadrato, mai visto, è puro sguardo celato dietro ad una perenne soggettiva

 

VENEZIA 67 – “Se hai una montagna di neve tienila all’ombra”, di Elisabetta Sgarbi (Controcampo Italiano) (di Roberto Rosa, del 05/09/2010)

Cercare di scoprire cosa resta della cultura italiana attraverso semplici domande rivolte sia a uomini di cultura che a “l’uomo della strada”. Un viaggio su e giù per lo stivale che se da una parte rievoca il fascino dell’indagine compiuta sulla carne viva del società italiana, dall’altro si mantiene troppo in superfice per riuscire a stimolare (ma soprattutto a focalizzare) un’adeguata riflessione

VENEZIA 67 – “Reign of Assassins”, di Su Chao-Pin e John Woo (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 04/09/2010)

E’ il montaggio, ovviamente, la firma perenne di John Woo, che fa di un fendente di spada l’esatto equivalente di un colpa pistola che piega verso traiettorie segrete e tragiche. Ne siamo sicuri. La sua presenza c’è. E l’avvertiamo più viva che mai nei cambi d’identità, nei maschermaneti falliti alla Face/Off. E in quell’immancabile fiammata melodrammatica, che ricopre il palco con le ceneri dell’amore e della morte

 

VENEZIA 67 - "Potiche", di François Ozon (Concorso) (di Simone Emiliani, del 04/09/2010)

Si oltrepassa l'imperfetta vitalità delle commedie francesi degli anni '70 di Claude Zidi e Patrice Leconte e si raggiunge l'irriverenza, la lucida follia, la vitalità contagiosa dell'ultimo Resnais. E soprattutto conferma il fatto che il cineasta francese ha raggiunto una maturità e una continuità prima assenti. Il film sfocia nel musical, ha dialoghi secchi e fulminanti e una squadra di attori da paura tra cui una sontuosa e scatenata Catherine Deneuve, da Coppa Volpi

VENEZIA 67 – “Voglio essere un ponte fra oriente ed occidente“ Incontro con John Woo (di Roberto Rosa, del 04/09/2010)

Insieme a quello meteorologico, l’uragano John Woo si è abbattuto su Venezia. Venuto per ritirare il Leone d’Oro alla carriera  e per presentare Reign of Assassins del quale è co-regista insieme a Su Chao-Pin, il regista racconta i nuovi stimoli che ha trovato nel tornare a lavorare in patria ed i suoi progetti per il futuro, fra i quali c’è anche un remake di Melville.

VENEZIA 67 - Incontro con Oxide Pang, Elanne Kwong e Rainie Yang (di Margherita Palazzo, del 04/09/2010)


Al Lido è arrivato solo uno dei fratelli thailandesi registi di Bangkok Dangerous, la saga di The Eye, The Messengers e ora, presentato nella sezione fuori concorso, Tungngaan (The child's eye) uno dei primi esperimenti in 3D realizzati a Hong Kong. Oxide Pang spiega la sua prima volta in 3D fin nei dettagli più tecnici, accompagnato da due interpreti del nuovo film: Elanne Kwong e Rainie Yang
 

VENEZIA 67 – “Gorbaciof”, di Stefano Incerti (Fuori Concorso) (di Tonino De Pace, del 04/09/2010)


Gorbaciof
è la storia di uno scontroso contabile del carcere, un giocatore d’azzardo che appartiene ad una Napoli oscura e sotterranea, la stessa città che diventa simbiotica con tanto cinema partenopeo. Il film di Stefano Incerti, nel Fuori concorso, vive di Napoli e di Toni Servillo che concede tutto se stesso, esautorando i toni recitativi e massimalizzando la mimica del corpo che colma e illumina la quotidianità routinaria del suo personaggio

VENEZIA 67 – “Guest”, di José Luis Guerín (Orizzonti) (di Elena Di Nardo, del 04/09/2010)

In tutte le accezioni possibili, questo film è un viaggio, un diario che diviene esistenza partecipata e partecipante di un autore che non ha bisogno di rubare, di nascosto, ritratti o stralci di vita, perchè possiede la straordinaria capacità di creare relazioni

VENEZIA 67 – “Malavoglia”, di Pasquale Scimeca (Orizzonti) (di Pietro Masciullo, del 04/09/2010)


I veri protagonisti del film di Scimeca sono il mare e la musica. Elementi fluttuanti, liquidi, non confinabili. L’uno immodificabile nella sua spietata bellezza, l’altra continuamente modificata dalla volontà umana. E forse è questo uno dei motivi del proporre un’attualizzazione così spinta del classico della letteratura verghiana: vedere quanto di nuovo si può immettere per far risaltare ciò che non cambierà mai  

VENEZIA 67 - Ovsyanki (Silent souls), di Aleksei Fedorchenko (Concorso) (di Margherita Palazzo, del 04/09/2010)

Gli zigoli sono uccelli comuni, della famiglia dei passeri. In questo terzo film del regista nato in Siberia, già vincitore del Documentary Award a Venezia 2005 con First on the Moon, accompagnano il tragitto  dolcemente stralunato tra remoti paesaggi dominati dalla natura di un terzetto: due vivi, Aist e Miron, e una morta, Tanya. Eppure vivi e morti convivono con semplicità.

VENEZIA 67 – “Ho sentito la responsabilità di questa storia”- Incontro con Julian Schnabel (di Aldo Spiniello, del 03/09/2010)

E’ la terza volta che un film di Julian Schnabel entra in concorso alla Mostra di Venezia. Nel 1996 aveva presentato Basquiat, nel 2000 Prima che sia notte, che si era aggiudicato il Gran Premio Special della Giuria e la Coppa Volpi per l’interpretazione di Javier Bardem. Quest’anno torna con Miral, film tratto dal romanzo autobiografico di Rula Jebreal, scrittrice e giornalista palestinese, volto noto dell’informazione italiana

VENEZIA 67 – “Il mattino dopo la festa”. Incontro con Sofia Coppola (di Aldo Spiniello, del 03/09/2010)

Per la seconda volta a Venezia, Sofia Coppola presenta in concorso Somewhere, bellissima storia di un attore di successo che cambia il suo modo di guardare alla vita a contatto con la figlia undicenne. Il film sarà distribuito dapprima in Italia a partire dal 3 settembre e uscirà in 250 copie. Il resoconto della conferenza stampa

VENEZIA 67 – “Miral”, di Julian Schnabel (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 03/09/2010)

Quello di Schnabel è uno sguardo del tutto alieno, quasi di un extraterrestre che, catapultato in un mondo assurdo e folle, cerca di carpirne, comunque, gli aspetti forti delle emozioni e i pochi brandelli di lucidità. E, con tutta la forza d’impatto dell’immaginario cinematografico dominante, Schnabel racconta qualcosa di meraviglioso dentro un “mondo d’orrore”, un piccolo giardino dell’Eden dentro il campo di concentramento della Palestina del 900. Quasi una cartolina d’impegno per il Presidente Obama...

 

VENEZIA 67 - "Somewhere", di Sofia Coppola (di Simone Emiliani, del 03/09/2010)

Come in Lost in Translation il tempo perde i propri limiti. Un attore, una figlia e un viaggio tra le location di Los Angeles che potrebbero essere anche frammenti di un diario intimo ma anche i segni di un viaggio allucinato che non ha inizio e non ha fine. Grandissima vicenda di fuga negata dunque, come nel cinema statunitense degli anni Settanta, permeata dai colori di Harris Savides, dove il sogno momentaneo è quello dell'unica realtà concreta, quello del rapporto con la figlia

VENEZIA 67 – “Angèle et Tony”, di Alix Delaporte (Settimana della Critica) (di Silvia Fanasca, del 03/09/2010)

Ciò che lega i due protagonisti è il dolore, la solitudine ed il senso di colpa, ma soprattutto il desiderio di riscatto che sembra essere il vero e proprio motore della vicenda. Il loro lento innamorarsi è ripreso dalla regista prestando particolare attenzione ai più piccoli segni di apertura, i sorrisi fugaci, le occhiate timide. E’ grazie a questi piccoli “indicatori emozionali” che ci si rende conto di quanto Angèle e Tony stiano vivendo sentimenti sempre più intensi.

VENEZIA 67 – “L’amore buio”, di Antonio Capuano (Giornate degli autori) (di Pietro Masciullo, del 03/09/2010)


Il cinema di Antonio Capuano si è sempre inscritto in quel solco pasoliniano che ha inciso pesantemente sul cinema italiano post-neorealista. Ecco che il titolo del suo ultimo film non potrebbe essere più esemplificativo a tal proposito: L’amore buio, un ossimoro celato, il sentimento più luminoso da cercare nell’oscurità. Nell’ombra di una prigione o nell’ombra di un passato che imprigiona. Con Corso Salani nella sua ultima interpretazione

VENEZIA 67 - "Happy Few", di Antony Cordier (Concorso) (di Margherita Palazzo, del 03/09/2010)

Il punto non è, come si chiede una delle protagoniste di Happy Few, se si possa amare due persone contemporaneamente, ma piuttosto se sia possibile accettare che anche l'adulterio diventa funzionale, come si diceva ne La chamade, un vecchio dolente sorridente romanzo di Françoise Sagan. Gli strappi alla regola diventano regole più ferree.

VENEZIA 67 – “Pequeñas voces”, di Jairo Eduardo Carrello e Oscar Andrade (Giornate degli autori) (di Elena Di Nardo, del 03/09/2010)

Tratto da un cortometraggio che portava il medesimo titolo e fu presentato a Venezia nel 2003, Pequeñas voces è un progetto molto particolare, mirato a dipingere - o meglio, a disegnare - la tragica situazione della guerriglia colombiana, attraverso lo sguardo di quattro piccole vittime

VENEZIA 67 - "La belle endormie", di Catherine Breillat (Orizzonti) (di Margherita Palazzo, del 03/09/2010)


"Sono vera, il resto è falso". È l'atto performativo della bambina della Breillat, la sua formula magica per battere un antagonista, l'orco di cui prendersi gioco. Un po' Jeliza-Rose, un po' Stella, dotata di innocenza non richiesta, Anastasia è un filosofo che vuole esser cavaliere, deve scoprire il dominio della lotta: accettabile nel mutamento costante di ogni vita, morte inclusa: a patto che le si diano altre estatiche avventure

VENEZIA 67 - Norwegian wood. Incontro con Tran Ahn Hung, Rinko Kikuchi, Ken'ichi Matsuyama e Kiko Mizuhara (di Margherita Palazzo, del 03/09/2010)

Il regista vietnamita Tran Anh Hung racconta Norwegian Wood: il suo coinvolgimento nella lettura del romanzo di Haruki Murakami, certezze e difficoltà nella realizzazione del film, un'esperienza emozionante per lui e i suoi giovani bravissimi attori giapponesi: Rinko Kikuchi, Ken'ichi Matsuyama e Kiko Mizuhara.

 

VENEZIA 67 – “La pecora nera”, di Ascanio Celestini (Concorso) (di Tonino De Pace, del 02/09/2010)


La pecora nera di Ascanio Celestini, nella sezione  del Concorso, conferma le grandi doti affabulatorie e verbali del suo autore. L’eccesso nell’uso della voce fuori campo che tende a ridurre il valore dell’immagine, è compensato da una riflessione indiretta e per questo più efficace, sul mondo della malattia mentale e sui luoghi in cui si consuma.

 

 

VENEZIA 67 – “Norvegian Wood”, di Tran Ahn Hung (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 02/09/2010)


Tran Ahn Hung, pur scontando a tratti un peso letterario, racconta i sentimenti profondi come fosse un pittore. Li tratteggia in un’immagine, in una luce, in un colore, li obbliga a piegarsi al percorso delle stagioni, tra alti e bassi, vampate di calore e freddezze glaciali. Qui raccontano i paesaggi e le cose, poi i volti dei tre magnifici protagonisti, i tremori, i silenzi e le musiche. Solo alla fine le parole. E gli accadimenti della Storia rimangono sullo sfondo, come un’eco labile e sottile

VENEZIA 67 - Incontro con Darren Aronofsky, Natalie Portman e Vincent Cassel (di Margherita Palazzo, del 02/09/2010)


Darren Aronofsky
, Natalie Portman e Vincent Cassel, accompagnati dal coreografo di Black Swan, sintetizzano i sette anni di gestazione del film e raccontano la lavorazione di una pellicola che percorre un viale del tramonto del balletto attraverso dubbi, paure, successi e desideri di una ballerina che prova per se stessa attrazione narcisista e repulsione distruttiva

VENEZIA 67 - "Machete", di Robert Rodriguez, Ethan Maniquis (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 02/09/2010)


Concepito come estensione del finto trailer di Planet Terror, quest'ultima pellicola del regista messicano è coerente con un cinema che utilizza i personaggi principali, gli spazi e la materia come giocattoli multiuso. Già basta il volto segnato e apparentemente immobile ad accendere uno dei film più divertenti del cineasta, che si compone di ritagli senza per fortuna avere quell'intellettualismo di Soderbergh

VENEZIA 67 - "Una coreografia d'azione nasce dall'emozione che provoca nel pubblico". Incontro con Andrew Lau e Donnie Yen (di Margherita Palazzo, del 02/09/2010)


Il regista di Legend of The Fist: The Return of Chen Zen, Andrew Lau, e Donnie Yen, protagonista e direttore delle coreografie, raccontano la loro personale versione dell'icona eroica cinese per eccellenza e il suo ritorno sul grande schermo

VENEZIA 67 – “The Happy Poet”, di Paul Gordon (Giornate degli autori) (di Elena Di Nardo, del 02/09/2010)

Il film si costruisce come una serie di gag dalle tempistiche marcatamente ironiche, incentrate sul personaggio disadattato del protagonista. Seppure la struttura della sceneggiatura non nasconde una serie di semplicistici passaggi obbligati, la morale profonda non finisce col limitarsi ad un prevedibile “se vuoi puoi”, ma si colora di un'ingenua e fresca fiducia nel cambiamento

VENEZIA 67 – “Le bruite des glaçons”, di Bertrand Blier (Giornate degli autori) (di Pietro Masciullo, del 02/09/2010)

Il cinema di Blier torna sui consueti territori della commedia nera in declinazione francese e torna a frullare generi con il vezzo dell’ironia dissacrante. Ma, nel complesso, tutto questo furore ironico e pesantemente metaforico risulta troppo programmat(ic)o per poter trascinare emotivamente lo spettatore

VENEZIA 67 – “The Accordion”, di Jafar Panahi (Giornate degli autori) (di Pietro Masciullo, del 02/09/2010)


Anche Venezia si mobilita per Jafar Panahi. Il regista iraniano, che è ancora impossibilitato a oltrepassare i confini del suo paese, inaugura la sezione "Giornate degli autori" presentando al Lido un cortometraggio girato poco prima del suo tanto discusso arresto per motivi politici

 

VENEZIA 67 – “Legend of The Fist: The Return of Chen Zen”, di Andrew Lau (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 01/09/2010)


Le accelerazioni, i ralenti, i giri vorticosi e le frenesie della macchina da presa inseguono i voli e i salti dell’eroe reincarnato, nel tentativo di bloccare nell’evidenza sottolineata del gesto la libertà del movimento. Per quanto Donnie Yen sia perfetto nel ruolo, il mito di Bruce Lee non è più replicabile. E allora si la percezione esatta di quanto la macchina abbia sopravanzato l’uomo, costringendolo alla sua velocità. L’arte marziale diventa definitivamente action, quell’azione che imprime moto al cinema

VENEZIA 67 – “La vida de los peces”, di Matias Bìze (Giornate degli Autori) (di Tonino De Pace, del 01/09/2010)

La vida de los peces del cileno Matias Bìze è un film di sentimenti che sublima la propria memoria personale raccontando un presente incerto e un futuro dall’insicuro equilibrio. Un film in cui il conflitto tra la memoria del passato e il desiderio di definire il presente sembra paralizzare il suo protagonista la cui condizione non trova soluzione neppure nell’amore che torna dal passato 

 

 

VENEZIA 67 - "Molti interpretano il ruolo del duro, ma Danny lo è sul serio". Incontro con Robert Rodriguez, Danny Trejo e Jessica Alba (di Margherita Palazzo, del 01/09/2010)

Tra gli ospiti accolti più calorosamente al Lido da fan e appassionati, Danny Trejo, Robert Rodriguez e Jessica Alba raccontano Machete, presentato fuori concorso in questa 67° edizione della Mostra del Cinema

VENEZIA 67 - "Black Swan", di Darren Aronofsky (Concorso) (di Simone Emiliani, del 01/09/2010)

La macchina a mano prova a seguire le traiettorie del corpo di Natalie Portman come aveva fatto con Mickey Rourke nel grandioso The Wrestler. Lì però dominava il corpo dell'attore, qui lo sguardo del cineasta che non riesce mai a trovare un equilibrio tra la struttura del film per grandi studios e l'anima più sperimentale del cinema indipendente. Nel cercare l'oscura sensualità, la pellicola perde in fisicità. La componente visionaria è stordente ma non avvolgente, nei giochi di luce e nelle sonorità insistite, segno di una metamorfosi solo macchinosa e di un film divorato dalla sua stessa ambizione

VENEZIA 67 - L'urlo di Chen torna a terrorizzare l'occidente! (di Fabrizio Attisani, del 31/08/2010)

VENEZIA 67 - Lo Speciale di Onde Selvagge / 1 (del 30/08/2010)


Francesco Di Pace, il delegato generale della 25esima Settimana Internazionale della Critica, e Simone Emiliani, il nostro vicedirettore, sono gli ospiti di questa prima puntata dello Speciale in tre parti che Onde Selvagge dedica alla 67esima Mostra del Cinema di Venezia. ASCOLTA IL PODCAST

VENEZIA 67 - Essential(ly) Gallo. In concorso con Jerzy Skolimowski (di Margherita Palazzo, del 30/08/2010)

Essential Killing: in concorso a Venezia 67, è un thriller senza dialoghi, girato dal punto di vista di un uomo che lotta per sopravvivere (Vincent Gallo, protagonista spesso solo in scena). Jerzy Skolimowski è stato bene attento a evitare di fornire delle coordinate troppo limitanti: è una storia (anche) metaforica, in cui il "terrorista" in questione potrebbe essere un talebano o appartenere a Al Qaeda, la terra desertica mostrata potrebbe essere l'Afghanistan o l'Iraq.

VENEZIA 67 - Surviving Life (Theory and Practice) di Jan Švankmajer (di Elena Di Nardo, del 25/08/2010)

Dopo aver spiazzato Venezia 57 con l'incubo allucinatorio Otesánek, nel quale una coppia impossibilita ad avere figli alleva un albero antropomorfo, il maestro ceco dello stop-motion è nuovamente atteso al Lido per presentare, a 10 anni di distanza, Přežít svůj život - Surviving Life, opera onirica, stavolta, già nella linea narrativa, e densa di inquietudine nelle aspettative

VENEZIA 67 - Monte Hellman, moderno noir: Road to Nowhere (di Margherita Palazzo, del 25/08/2010)

Monte Hellman sarà in concorso al Lido con un nuovo film a 20 anni da Blind Terror con Road to Nowhere: un noir moderno, un intricato "thriller romantico" a più livelli, storia di un giovane regista coinvolto in un mistero di identità multiple, di un doppio suicidio, uno scandalo politico e un complotto criminale. La biografia di "uomo tuttofare" capace di sporcarsi le mani sul set, le influenze, i film più amati, il rapporto con Jack Nicholson in un'intervista della rivista dedicata al cinema indipendente Cashiers du Cinemart.

VENEZIA 67 - Happy Few di Antony Cordier: l'amore adulto, missione impossibile (di Margherita Palazzo, del 19/08/2010)

Antony Cordier brinda ironicamente "alla felicità dei pochi fortunati": rubando a Stendhal il titolo del suo secondo film Happy Few, in concorso a Venezia 67, il regista francese intende investigare l'amore adulto, che definisce "una missione impossibile, quasi un'utopia". Con Marina Foïs, Nicolas Duvauchelle, Roschdy Zem e Élodie Bouchez

VENEZIA 67 - Fauna umana e nouvelle vague greca: Attenberg, di Athina Rachel Tsangari (di Margherita Palazzo, del 18/08/2010)

Arriva al Lido una ventata di nouvelle vague ellenica che sembra annoverare tra le sue caratteristiche sperimentazione, ferocia, humor nerissimo e lucidità. Attenberg, tra i film in concorso a Venezia 67, è prodotto e interpretato da Yorgos Lanthimos (regista dei sorprendenti Kinetta e Kinodontas) e diretto da Athina Rachel Tsangari, filmaker che vive tra Atene e Austin, Texas, fondatrice dell'officina creativa HaosFilm, già regista dell'ipnotico The Slow Business of Going.

VENEZIA 67 - Miral di Julian Schnabel: il trailer (di Margherita Palazzo, del 17/08/2010)


Ecco il trailer italiano di Miral, nuovo film del pittore e regista newyorchese Julian Schnabel (Prima che sia notte, Basquiat, Lou Reed's Berlin, Lo scafandro e la farfalla), tra i film in concorso a Venezia 67. Il film è sceneggiato dalla scrittrice e giornalista Rula Jebreal, attualmente compagna di Schnabel, a partire dal suo bestseller pubblicato nel 2004 da Rizzoli: La strada dei fiori di Miral (2004)

VENEZIA 67 - Barney Panofsky, ovvero Paul Giamatti (di Margherita Palazzo, del 16/08/2010)

VENEZIA 67 - Vincent Gallo: Promises written in water & The Agent (di Margherita Palazzo, del 16/08/2010)

Vincent Gallo sarà in concorso a Venezia 67 con Promises written in water, girato in bianco e nero su pellicola 16mm. Nel cast la modella belga Delfine Bafort, Lisa Love, Hope Tomaselli e Sage Stallone, figlio di Sylvester

VENEZIA 67 - Post Mortem. Storia d'amore con golpe (di Margherita Palazzo, del 15/08/2010)

Il regista Pablo Larraín, unico latinoamericano in concorso a Venezia 67, concorre per il Leone d'Oro con Post Mortem "storia di un amore disperato, ossessivo e fatale, nel mezzo di un Cile in tumulto che finisce per esplodere". È il terzo film per il regista cileno di Fuga (2005) e Tony Manero (2008, premiato a Cannes e in molti altri festival internazionali, tra cui Torino

VENEZIA 67 - Vénus noire di Abdellatif Kechiche: the Elephant Girl (di Margherita Palazzo, del 13/08/2010)

Sarà a Venezia in concorso con il suo quarto film Abdellatif Kechiche: Vénus noire si ispira alla storia della sudafricana "Saartjie" Baartman, la "Venere ottentotta": nata schiava e condotta in una tournée dell'orrore nelle maggiori capitali europee con la promessa di una vita agiata, esposta come soggetto da studiare nei congressi scientifici e come fenomeno da baraccone nelle fiere delle maggiori capitali europee. Siamo nell'800 dei lusus naturae, lo stesso in cui David Lynch ambienta il suo The Elephant Man.
 

VENEZIA 67 - Farsa di famiglia per François Ozon: Potiche (di Margherita Palazzo, del 13/08/2010)

Quest'anno Ozon porta in concorso a Venezia Potiche, ambientato negli anni '70, tratto da un'opera degli anni '80 di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, autori di una trentina di pièces di successo, con un cast di grandi attori

VENEZIA 67 - Meek's Cutoff, i pionieri di Kelly Reichardt (di Margherita Palazzo, del 09/08/2010)

VENEZIA 67 - i Fratelli Affleck: noir & mockumentary (di Margherita Palazzo, del 06/08/2010)

VENEZIA 67 - La "pecora nera" di Ascanio Celestini (di Elena Di Nardo, del 03/08/2010)

VENEZIA 67 - Tran Anh Hung: il teaser trailer di Norwegian Wood (di Margherita Palazzo, del 03/08/2010)

Tra i film in concorso a Venezia 67, una pellicola asiatica molto attesa, tratta dal fortunato romanzo di Haruki Murakami: è Norwegian Wood di Tran Anh Hung (Cyclo, Il profumo della papaya verde, Solstizio d'estate, I Come With The Rain)

VENEZIA 67 - I film in concorso (del 29/07/2010)


Quattro gli italiani che si contenderanno il Leone d'oro: Mazzacurati, Martone, Costanzo e a sorpresa Ascanio Celestini. Oltre agli attesi film di Sofia Coppola, Julian Schnabel e Aronofsky, spiccano Tsui Hark, Takashi Miike, i francesi Ozon e Abdellatif Kechiche. E il grande Monte Hellman

VENEZIA 67 - Rinnovamento e mutamento. Conferenza stampa di Marco Muller (di Pietro Masciullo, del 29/07/2010)

Presentato il programma della 67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il direttore Marco Müller e il Presidente della Biennale Paolo Baratta tracciano le linee guida di questa edizione 2010, improntata su due concetti base: mutamento e rinnovamento

VENEZIA 67 - Black Swan, le prime foto (di Margherita Palazzo, del 29/07/2010)


Da Usa Today arrivano alcuni dettagli della lavorazione e le prime foto di Black Swan, film d'apertura della 67° Mostra del cinema di Venezia. Thriller di Darren Aronofsky ambientato sulla scena newyorchese del balletto e interpretato da Natalie Portman

VENEZIA 67 - La Belle Endormie di Catherine Breillat: la vita non è una favola (di Margherita Palazzo, del 28/07/2010)


Nell'attesa di Venezia 67, in questa videointervista di Reverse Shot Catherine Breillat parla del suo rapporto con le favole, un universo intriso di morte, erotismo e crudeltà. Il tredicesimo film di Catherine Breillat aprirà la sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia

VENEZIA 67 - Giudice Tarantino (di Carlo Valeri, del 26/07/2010)


Sarà Quentin Tarantino a occupare la poltrona di Presidente di giuria al prossimo Festival di Venezia, proprio nell'anno in cui il Leone d'oro alla carriera verrà assegnato al suo "maestro" John Woo

VENEZIA 67 – “Quello che ho cercato è stato un punto di vista”, incontro con Ascanio Celestini (di Tonino De Pace, del 09/02/2010)

Ascanio Celestini con La pecora nera in uscita in sala a metà ottobre, mette a frutto il suo talento d’autore e d’attore, realizzando un film in cui le sue riflessioni sull’istituzione manicomiale sono complesse e partono da lontano e le sue parole permettono di comprenderne anche l’articolata genesi.

 

 

 

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