VENEZIA 67 - Guadagnino e Salvatores giurati

Due italiani in giuria

E' stata resa nota la giuria, presieduta da Quentin Tarantino, che dovrà assegnare i premi al prossimo Festival di Venezia.
Le personalità chiamate a farne parte sono: il messicano Guillermo Arriaga, considerato tra gli scrittori latino-americani più influenti (tra i suo romanzi più celebri Il bufalo della notte, Un dolce odore di morte e Pancho Villa e lo Squadrone Ghigliottina), sceneggiatore degli acclamati film di Alejandro Gonzáles Iñárritu Amores Perros, 21 grammi e Babel, che ha debuttato nella regia con The Burning Plain, in Concorso a Venezia nel 2008, riscuotendo ampio consenso; l’attrice lituana Ingeborga Dapkūnaitė, una delle interpreti più talentuose dell’area sovietica che, grazie al suo apprezzato lavoro al teatro e al cinema (Il sole ingannatore, Moskva) è stata spesso chiamata a prendere parte a film hollywoodiani (Mission: Impossibile, Sette anni in Tibet); il regista e sceneggiatore francese Arnaud Desplechin, considerato tra i migliori eredi della Nouvelle Vague, più volte in Concorso a Cannes, in Concorso a Venezia nel 2004 con Rois et Reine, film che ha ricevuto ampi consensi, e nuovamente al Lido nel 2007 con il documentario L’Aimée; Danny Elfman, musicista e cantante statunitense celebre negli anni ’70 con il gruppo musicale Mystic Knights of Oingo-Boingo, divenuto negli anni ’80 uno dei compositori di colonne sonore (60 in tutto) più importante della sua generazione, autore in particolare delle musiche dei film di Tim Burton (sua anche la voce di Jack Skellington) e di molti tra i maggiori registi di Hollywood; il regista e sceneggiatore italiano Luca Guadagnino, tra i più importanti del nuovo cinema italiano, legato a Venezia fin dal suo esordio nella regia (The Protagonists, 1999), e in seguito altre tre volte al Lido, lo scorso anno con lo straordinario successo di Io sono l’amore, film presentato nella sezione Orizzonti, che sta riscuotendo un enorme consenso internazionale, presentato in numerosi festival e venduto in 30 paesi; il regista e sceneggiatore Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1991 per Mediterraneo, tra i cineasti italiani più amati all’estero, reduce dal nuovo importante successo di Happy Family, commedia corale che quest’anno ha conquistato il grande favore della critica e del pubblico anche in America.

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