DVD - "Ho scelto l'amore", di Mario Zampi
Ho scelto l'amore racconta le disavventure di un piccolo funzionario del Partito Comunista Sovietico che, in viaggio da Varsavia a Roma, finisce a Venezia dove si allontana dall'ideologia per abbandonarsi all'amore di una giovane fioraia. Distribuito in DVD da RHV
Anno: 1953Durata: 89’
Distribuzione: RHV
Genere: commedia
Cast: Renato Rascel, Marisa Pavan, Eduardo Passarelli, Cesco Baseggio, Paolo Panelli
Regia: Mario Zampi
Formato DVD/Video: 1,33:1
Audio: italiano mono
Sottotitoli:
Extra: Presentazione di Tatti Sanguineti; Intervista a Turi Vasile
IL FILM
Un colpo di vento fa volare il cappello di Boris Popovic (Renato Rascel) fuori dal finestrino del treno che lo sta conducendo da Varsavia a Roma per prendere parte ad un congresso internazionale della pace. Boris,
funzionario di terzo grado del Partito Comunista Sovietico, è responsabile del “simbolo della pace”, una colomba bianca custodita con grande attenzione in una gabbietta di vimini che deve assolutamente giungere sana e salva nella capitale. Inseguendo il suo cappello, nel quale ha nascosto le poche lire che gli sono state donate dai suoi superiori, il povero e ingenuo funzionario finisce per perdere il treno e, temendo di essere seguito da un poliziotto al soldo dell’occidente e del clero, si da alla fuga e riesce a raggiungere Venezia dove, tra mille peripezie, si ritrova braccato dai membri del Partito Comunista locale che lo credono un traditore e conosce Maria (Marisa Pavan), una giovane e bella fioraia che sembra essere l’unica persona davvero disposta ad aiutarlo. Da inseguitore (del suo cappello) ad inseguito, Boris cercherà di districarsi tra le labirintiche strade della città lagunare dove perderà la preziosissima colomba bianca, unico elemento che lo lega ancora al partito e alla missione assegnatagli, e si abbandonerà all’amore di Maria trovando così la libertà.
funzionario di terzo grado del Partito Comunista Sovietico, è responsabile del “simbolo della pace”, una colomba bianca custodita con grande attenzione in una gabbietta di vimini che deve assolutamente giungere sana e salva nella capitale. Inseguendo il suo cappello, nel quale ha nascosto le poche lire che gli sono state donate dai suoi superiori, il povero e ingenuo funzionario finisce per perdere il treno e, temendo di essere seguito da un poliziotto al soldo dell’occidente e del clero, si da alla fuga e riesce a raggiungere Venezia dove, tra mille peripezie, si ritrova braccato dai membri del Partito Comunista locale che lo credono un traditore e conosce Maria (Marisa Pavan), una giovane e bella fioraia che sembra essere l’unica persona davvero disposta ad aiutarlo. Da inseguitore (del suo cappello) ad inseguito, Boris cercherà di districarsi tra le labirintiche strade della città lagunare dove perderà la preziosissima colomba bianca, unico elemento che lo lega ancora al partito e alla missione assegnatagli, e si abbandonerà all’amore di Maria trovando così la libertà.Il punto forte di questo film è senza dubbio da rintracciare nell’interpretazione di Renato Rascel che con la sua comicità così contenuta, essenziale e – apparentemente – quasi inconsapevole riesce a conferire credibilità al suo personaggio anche nei momenti in cui sembra tendere verso il surreale. L’intero impianto narrativo del film ruota intorno ad un processo di umanizzazione o, meglio, di soggettivazione del protagonista che, giunto in Italia ricolmo di preconcetti e visioni stereotipate, finisce per rendersi conto che le etichette e le categorizzazioni troppo rigide contano soltanto nelle sedi di partito e in quei luoghi in cui l’ideologia spicciola sembra aver chiuso gli occhi degli individui sulla realtà che li circonda.
Tuttavia, le buone intenzioni non bastano e la struttura “a te
si” del film finisce per rendere tutto troppo esplicito, tutto dichiarato a chiare lettere e, di conseguenza, tutto poco interessante. Il film non ha la forza di una buona commedia che, a partire dal particolare, dal microevento individuale, riesce ad articolare un discorso più ampio se non addirittura universale. La struttura narrativa sembra essere sovradeterminata e, di conseguenza, i piccoli equivoci che vengono a crearsi nel corso della storia si esauriscono in brevissimo tempo e si sommano tra loro anziché crescere, autoalimentarsi e complicarsi per modulare l'interesse dello spettatore. Il film procede dritto per la sua strada da un “punto A” ad un “punto B” finendo per esprimere in modo eccessivamente semplicistico una visione del mondo eccessivamente buonista condensata nella scena del pranzo nuziale in cui “i compagni” e “i fratelli” (e quindi il Comunismo e la Chiesa) sembrano poter mettere da parte alcune delle loro convinzioni di fondo per il bene di quella parte di umanità meno abbiente “che soffre e spera”.
si” del film finisce per rendere tutto troppo esplicito, tutto dichiarato a chiare lettere e, di conseguenza, tutto poco interessante. Il film non ha la forza di una buona commedia che, a partire dal particolare, dal microevento individuale, riesce ad articolare un discorso più ampio se non addirittura universale. La struttura narrativa sembra essere sovradeterminata e, di conseguenza, i piccoli equivoci che vengono a crearsi nel corso della storia si esauriscono in brevissimo tempo e si sommano tra loro anziché crescere, autoalimentarsi e complicarsi per modulare l'interesse dello spettatore. Il film procede dritto per la sua strada da un “punto A” ad un “punto B” finendo per esprimere in modo eccessivamente semplicistico una visione del mondo eccessivamente buonista condensata nella scena del pranzo nuziale in cui “i compagni” e “i fratelli” (e quindi il Comunismo e la Chiesa) sembrano poter mettere da parte alcune delle loro convinzioni di fondo per il bene di quella parte di umanità meno abbiente “che soffre e spera”.Questo punto di vista dell'autore finisce inevitabilmente per determinare dall'alto la presa di coscienza del protagonista che, come ci viene rivelato dall'incubo finale, comprende di aver ciecamente seguito una dotrrina rigida che lo ha condotto verso un processo di omologazione. Lo spostamento dall'amore a senso unico per l'ideologia all'amore ricambiato per una donna non può che assumere quindi i contorni - piuttosto sfumati e imprecisi - di una riappropriazione della propria individualità e unicità.
IL DVD
L’edizione in DVD del film curata dalla RHV presenta un prodotto di buon livello per il quale non si devono segnalare difetti nella qualità dell’audio e del video. Una mancanza da segnalare riguarda, purtroppo, i sottotitoli assenti sia in italiano standard che in italiano per non udenti.
Il menù principale consente l’accesso alle singole scene del film e ad una sezione extra contenente un’intervista audio al produttore della Film Costellazione Turi Vasile che focalizza l’attenzione sulle vicende produttive del film e sul personaggio di Renato Rascel, e una presentazione di Tatti Sanguineti, il quale abbozza una rapida analisi del film individuandone alcuni punti forti e alcuni deboli e contestualizza l’opera e le tematiche di cui tratta nel momento storico in cui uscì nelle sale italiane.
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