“Reinas”, di Manuel Gòmez Pereira
Almodòvar, nel bene e nel male, non c’entra. Ma anche i personaggi stanno stretti nel recinto che “Reinas” tende a rappresentare. Che si parli di matrimoni gay, dunque: ma siamo sicuri che Gòmez Pereira abbia fatto un favore alla causa?

Nella commedia di Manuel Gòmez Pereira (Tra le gambe, 1999), Almodòvar viene tirato continuamente per la giacchetta: a partire dalla presenza sul set di alcune delle icone del suo cinema (la Forqué, la Maura e la Paredes, ma anche il Lluis Homar de La mala educaciòn), passando per l’evocazione metacinematografica del suo nome (da parte della Paredes, che interpreta un’attrice), per qualche sguaiatezza (rollamenti di canne, copule frenetiche) e per qualche balletto. E poi c’è il discorso dell’omosessualità, apparentemente al centro della narrazione: cinque madri alle prese con l’imminente matrimonio, reso possibile dalla nuova legge spagnola, dei loro figli gay.
Ma Pedro, nel bene e nel male, non si lascia trascinare nella mischia: né stravaccamenti kitsch, né – purtroppo – la sua attenzione alla messa in scena; né concessioni forzate al melodramma, né il desiderio e la naturalezza del saper essere estranei alle convenzioni. Col risultato di assistere ad una semplice commedia dei buoni sentimenti borghesi, di scarsa rilevanza cinematografica, puntellata sul racconto di una realtà insopprimibile come quella dei legami affettivi omosessuali: una realtà che procura eruzioni cutanee alle pelli più sensibili (e retrograde), un argomento di attualità su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Che se ne parli, dunque: ma dell’armonia delle commedie “rosa antico”, alle quali Gòmez Pereira e gli sceneggiatori hanno dichiarato di ispirarsi, dell’arguzia delle loro trovate narrative, della capacità di far intendere il non detto di cui erano campioni i Cukor o i Wilder, non si riesce ad intravedere alcun segnale. Il recinto in cui Reinas – nonostante i richiami alla tolleranza – rinchiude i suoi personaggi, impedisce alle idee di involarsi: ed anche l’altro argomento forte del film, e cioè la sessualità delle donne attempate, rimane impigliato alle maglie dell’artificialità.
Titolo originale: id.
Regia: Manuel Gòmez Pereira
Interpreti: Verònica Forqué, Carmen Maura, Marisa Paredes, Mercedes Sampietro, Betiana Blum, Lluìs Homar
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 105'
Origine: Spagna, 2005